Gentile Lettrice, Gentile Lettore, è con grande piacere per me presentare con queste righe l’open archive della Fondazione Angelo Colocci “Puck – zine”; uno strumento che intende fornire un’occasione per la crescita personale degli studenti universitari e delle scuoledella nostra città, puntando a sviluppare metodo e competenze per affrontare le tematiche legate al recupero delle informazioni e delle fonti, all’elaborazione delle stesse, alla produzione e alla diffusione di lavori originali. Il sapere “astratto” non è sufficiente ad assicurare all’individuo un buon inserimento nei contesti sociali e produttivi. Occorre saper utilizzare concretamente le proprie conoscenze e costruirsi una identità professionale coerente col contesto in cui si deve operare. La complessità della nostra società richiede persone in grado di sapersi muovere in modo critico e consapevole attraverso la pluralità delle informazioni e delle fonti. |
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Formare alla comunicazione
diventa perciò fondamentale.
Riviste, enciclopedie, pubblicazioni, saggi, libri, audio e video conferenze, siti portali e files repository sono i vettori comunicativi su cui viaggia il sapere: saperli utilizzare in modo critico consente di svolgere meglio le attività connesse allo studi e alla ricerca. Negli ultimi anni si sono moltiplicati in modo esponenziale gli “oggetti digitali”scientifici, ospitati dai servers di università ed enti di ricerca, i cosidetti Open Archives, archivi aperti, perché solitamente accessibili a tutti. Si tratta pertanto di materiali di alto livello scientifico e culturale consultabili e scaricabili da chiunque. Puck – zine è lo strumento che mettiamo a disposizione dei nostri studenti, questo è lo strumento che vorremmo fosse utilizzabile anche dagli studenti degli ultimi anni degli istituti superiori: se il nostro contributo può essere occasione d’incontro con le scuole per sviluppare interventi formativi e culturali condivisi, se diventerà il tavolo intorno a cui costruire insieme una rete, probabilmente potremo meglio integrare le nostre rispettive offerte formative con attività di elevata qualità. È un augurio ma è anche una sfida. Prof. Gabriele Fava |
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